Camposampiero - L’intervento di Squizzato per “Insieme per Camposampiero” in consiglio comunale.
Venerdì, 6 Novembre 2009
Riguardo ai 2 punti all’ordine del giorno in materia urbanistica (piano degli interventi 2^ fase e riadozione 3^ fase e piano casa), il tempo dedicato al coinvolgimento dell’ opposizione è stato in tutto poco più di un’ora. Questo, naturalmente, a pochissimi giorni dal Consiglio Comunale, per sbrigare una pura formalità burocratica, senza lasciare il tempo necessario alla minoranza di poter partecipare al dibattito e portare per questi temi così importanti per lo sviluppo di Camposampiero il proprio fattivo contributo come fatto finora nonostante tutto.
Sul piano degli interventi, non possiamo non osservare che i proclami tanto gridati in campagna elettorale - il primo atto della nuova amministrazione sarà la revoca in toto del PI in quanto di stampo sovietico – fossero soltanto chiacchiere e come tali sono stati puntualmente disattesi.
Esprimiamo comunque soddisfazione nel prendere atto che, tranne l’area delle scuole ed il campo Varrati, su cui anche la precedente amministrazione aveva lasciato una porta aperta, tutto è stato conservato:
tutte le volumetrie puntuali assegnate,
tutti le proposte urbanistiche di completamento, legate alla perequazione con evidenti vantaggi pubblici;
tutti gli accordi pubblico-privato la filosofia e le precedenti valutazioni economiche alla base della perequazione i confini e le norme del centro storico;
l’incentivazione alla qualità architettonica e al risparmio energetico l’area Pesce, strategica per l’ampliamento del polmone verde nel centro del paese , l’area fiera e quella degli impianti sportivi a Rustega, la zona di perequazione a San Marco l’impianto normativo tanto bistrattato (l’assessore Serato da solo aveva presentato 50 osservazioni).
Dal vostro insediamento sono passati ormai 5 mesi – il tempo per intraprendere un percorso diverso che portasse ad una variante del piano degli interventi c’era tutto, visto che doveva essere il vostro primo atto amministrativo.
Vogliamo dire in modo chiaro il nostro pensiero relativo alle 2 principali osservazioni:
Area Varrati:
l’intervento, recependo le osservazioni e le motivazioni addotte dai comitati e dai cittadini, era di fatto stato congelato, in attesa di un progetto condiviso che prendesse in considerazione l’intera area, non solo il campo sportivo, per riqualificare la zona valorizzando i percorsi pedonali e l’area verde complessiva a vantaggio dei cittadini.
Area scuole:
dietro la totale eliminazione del quadrante ad est del Muson che idea di Camposampiero ci sta ?
Di fatto viene abbandonata l’idea di sviluppo adottata nel piano degli interventi dalla passata amministrazione.
Si trattava di un percorso difficile ed impegnativo, ma che aveva un obiettivo di ampio respiro. Non solo la costruzione delle scuole, da attuarsi anche per stralci (prima le elementari e poi le medie), ma anche:
· la realizzazione di una ampia area verde all’interno della quale avrebbero trovato la collocazione una nuova piscina e altri servizi sportivi,
· una zona idonea all’inserimento della nuova caserma dei carabinieri,
· un’area adeguata da assegnare all’IRPEA
· e nuove case popolari.
Dietro questo vostro atto non vediamo però nessuna progettualità per la città di Camposampiero del futuro, ma semplicemente una mera gestione dell’esistente.
Non si vede nessuna ipotesi di crescita che possa consentire al nostro comune di mantenere il ruolo di guida e centralità nell’area del camposampierese che da sempre gli viene riconosciuto.
Rinviando qualsiasi scelta a futuri piani di intervento si perderanno anni preziosi.
La musica non è cambiata anche per il piano casa.
Pur riconoscendo che il Piano oltre a rispondere alle domande dei cittadini, può essere un volano e un’opportunità per far ripartire l’occupazione e rinnovare il patrimonio edilizio in modo sostenibile, e che la proposta presentata dall’amministrazione risulta su alcuni temi equilibrata e condivisibile, non si può tacere il fatto che Camposampiero, leader del nostro territorio, arriva a questa delibera buon ultimo, con oltre un mese di ritardo. Altri comuni confinanti a voi vicini politicamente (Massanzago e Santa Giustina in Colle), sono stati dei veri e propri esempi nella gestione e partecipazione, coinvolgendo i tecnici e i cittadini.
Una conferma a questa impostazione di poca condivisione avviene anche su un altro tema, il centro ictus, molto sentito e importante per il nostro territorio.
Come minoranza, allarmati dalle notizie apparse anche recentemente sul giornale in merito allo spostamento del centro ictus a Cittadella e preoccupati per la successiva possibile chiusura della neurologia a Camposampiero, ci siamo attivati chiedendo a lei sindaco e a tutti i rappresentanti istituzionali del nostro territorio, un confronto ed un pronto intervento per scongiurare queste ipotesi.
Per questo avevamo chiesto che almeno l’interrogazione presentata in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale fosse affrontata oggi.
Purtroppo constatiamo che non è una sua priorità. Nessuna disponibilità a rispondere all’interrogazione nonostante sia stato sollecitato. Anzi il tema è stato relegato a semplice comunicazione e inserito alla fine del consiglio.
E anche sulla stampa, nessuna presa di posizione forte e decisa a difesa dell’ospedale.
Ma evidentemente siepi, sensi unici e giro d’Italia hanno la precedenza.
Non accettiamo questa ipocrisia di parlare di partecipazione quando i fatti dimostrano tristemente il contrario.
Così è stato per lo statuto, per il fondo di solidarietà e per i temi urbanistici e della sanità.
Invitiamo i consiglieri ad intraprendere un diverso metodo di lavoro assicurando la nostra massima disponibilità alla collaborazione.
Abbandoniamo il consiglio lasciandovi ad approvare l’80 % dei contenuti del piano della passata amministrazione, fatto non solo di metri cubi, ma anche di una normativa aggiornata e attuale, di una filosofia urbanistica complessiva rispettosa delle nuove norme, volta ad uno sviluppo sostenibile, che prevedeva il progetto delle nuove scuole all’interno di un contesto urbano completo di servizi.
Pertanto l’unico vostro atto concreto sarà la demolizione della speranza di strutture moderne e di nuovo rapporto tra spazi privati e spazi a servizi pubblici, che potesse far diventare Camposampiero una vera città dell’alta padovana.
Non ci sono ancora commenti per questa notizia
Puoi lasciare un commento, sottoscrivere il feed RSS o inviare un trackback.













